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Morto nel giugno 1988, anch'egli, come Tamburini, a un'età dipoco superiore ai trent'anni, Andrea Pazienza è stato geniale autore e disegnatore, un maestro dell'osservazione linguistica, funambolo del montaggio fumettistico, matita satirica di un'intera generazione nel suo scontro generoso, ma perdente, con la società del Potere e del Denaro. Tra le sue figure più celebri ricordiamo Penthotal (apparso su Alter), Pompeo (anch'egli su Alter) e Zanardi (il suo capolavoro), apparso su Frigidaire al principio del 1981 e "catturato" dai mercanti di Comic Art nell' '87, usando della debolezza di Paz in materia di denaro e di spesa. Il grande Pazienza, oggi sfruttato e strumentalizzato dopo morto per risibili "carrierine artistiche" di certi presunti "amici & amiche", non avrebbe comunque badato alle stupidaggini dette su di lui e intorno a lui. Era - vivo - fatto di un'altra pasta. E la sua impronta inimitabile resterà dunque nella nostra memoria ben oltre quella dei vermi che oggi si nutrono delle sue spoglie.
Morto a 32 anni ne 1986, Stefano Tamburini è stato certamente il più geniale inventore di grafica e riviste degli ultimi quindici anni. Alla sua vulcanica capacità di iniziativa e di realizzazione si deve l'uscita di Cannibale e, in buona misura, anche il forte carattere di Frigidaire sin dal suo pre-esordio, in quel lungo anno 1980 che venne impiegato dal gruppo dei fondatori per farlo uscire in edicola.
Fu anche tra i collaboratori de Il Male.
Ha pubblicato per le edizioni Primo Carnera vari albi, tra cui il prezioso Portfolio "Muscles", che comprende anche l'intero ciclo delle avventure di Snake Agent.
Ma naturamente Stefano Tamburini resta soprattutto l'inventore del personaggio di Rank Xerox, apparso per a prima volta su Cannibale, e poi rinato, con il disegno di Tanino Liberatore, ma con le storie, le parole e la regia di Tamburini, su Frigidaire nel 1980 con il titolo Ranxerox (per evitare che la Rank Xerox potesse insistere nell'azione legale contro l'autore). Le storie di Ranxerox sono state tradotte in oltre 30 paesi e lingue del pianeta e rappresentano uno dei riferimenti fondamentali dell'immaginario collettivo contemporaneo.
L'uomo machina, dotato di cervello e cuore elettronici, è l'ultima proiezione dell'infinitezza umana nell'epoca della sua totale spersonalizzazione, della sua riduzione a strumento.